L'informatica non basta a modernizzare la scuola

L'informatica non basta a modernizzare la scuola

Ci avviciniamo ormai alla fine dell’anno scolastico e tutto prosegue quasi per inerzia: compiti in classe, interrogazioni, voti, pagellini, colloqui con i genitori, riunioni di materia, collegi dei docenti. Il tutto in una normalità apparente e rassicurante.
In un momento di forti scossoni politici ed economici, la scuola rappresenta ancora un punto fermo, con i suoi difetti e i suoi pregi. Ma anche questa istituzione sta  evolvendo. Con uno sguardo al futuro. La nuova tendenza? L’informatica applicata alla didattica.
ADEGUARSI ALLA MODERNITÀ. Dopo il portfolio, le competenze e altre mode che si sono rapidamente dissolte, la scuola ora ha deciso di adeguarsi finalmente alla modernità e istituire le classi digitali. In Lombardia si approntano corsi per preparare i formatori, cioè i guru che andranno a diffondere il nuovo messaggio tra gli ignari docenti nel prossimo anno scolastico.
Ecco alcuni contenuti presi a caso dalla circolare inviata agli aspiranti entusiasti formatori: «Dal curriculo alla lesson plan; fare lezione e valutare con gli EAS: embedded assessment e e-portfolio; discussione/commento e valutazione delle e-tivity; i contenuti digitali tra Vle, e-book e apps; field trip su contenuti free; multimedia learning e infografica».
Questo è solo un estratto, vi risparmio il resto.
MEDIATORI FRA ASTRAZIONE E REALTÀ. Viene da chiedersi se i geniali ideatori del progetto abbiano mai insegnato in una classe vera. La classe digitale esiste solo nella loro mente, mentre noi insegnanti che lavoriamo sul campo abbiamo a che fare ogni giorno con alunni in carne e ossa, bambini o adolescenti spesso con poche idee e confuse, che chiedono spiegazioni, hanno bisogno di fare esercizi e di porre delle domande e trovano nei loro docenti dei mediatori tra concetti apparentemente astrusi e la loro vita reale.
DISTINGUERE IL RUOLO DATO AGLI STRUMENTI. Risolveremo tutto con una app? Non sono assolutamente contraria all’informatica per la didattica: Internet, la lavagna multimediale, il tablet possono essere strumenti molto validi per migliorare una lezione, ma sono solo strumenti, appunto.
Se però consideriamo gli studenti come contenitori vuoti in cui riversare nozioni, non facciamo altro che ripetere la vecchia lezione frontale, con un’apparenza più moderna.
IL VALORE DELLA 'LEZIONE DIALOGATA'. Nella lezione frontale l’insegnante parla e gli alunni ascoltano passivi, magari prendono appunti o dormono a occhi aperti. La vera novità potrebbe essere la lezione dialogata, per ovvi motivi spesso utilizzata nell’insegnamento delle lingue straniere e molto diffusa in alcuni Paesi europei, dove gli studenti hanno una parte più attiva, intervengono facendo ipotesi e deduzioni e preparano delle ricerche presentandole al resto della classe sotto la supervisione dell’insegnante.

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